Legge 14 novembre 2000, n. 328

"Legge Quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali

La legislazione
Legge Quadro 328/2000 pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2000 - Supplemento ordinario n. 186


Obiettivi della legge
Disciplinare la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali*, alle persone e alle famiglie per: garantire la qualità della vita, assicurare le pari opportunità, rimuovere le discriminazioni, prevenire, eliminare o ridurre le condizioni di bisogno e di disagio.


Territori d'applicazione
Ambito d'applicazione nazionale


I destinatari
Tutti gli attori che partecipano alla realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali e tutti i cittadini destinatari


Principali contenuti della normativa
Capo I – Principi generali del sistema integrato d'interventi e servizi sociali (artt.1/5)

Destinatari: tutti cittadini italiani e degli Stati appartenenti all'Unione europea, e prioritariamente i soggetti che versano in condizioni di povertà, incapacità, inabilità o difficoltà di inserimento sociale secondo parametri stabiliti dal Piano nazionale (art.2)

Sistema integrato: la programmazione e l'organizzazione delle reti di servizi compete sia ai soggetti del pubblico che del privato nel rispetto dei principi di sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza (art.1 comma 3)

Programmazione interventi: avviene secondo principi di coordinamento, integrazione, concertazione e cooperazione tra i diversi livelli istituzionali che partecipano alla realizzazione della rete di servizi sociali favorendone la pluralità dell'offerta di servizi per garantire il diritto di scelta e partecipando alle iniziative e finanziamenti dell'Unione Europea (art.3)

Ruolo degli organismi di Terzo Settore: lo Stato, le regioni e gli enti locali riconoscono, promuovono, agevolano il sostegno e la qualificazione alle ONP in qualità di soggetti attivi nella progettazione e realizzazione della gestione e offerta dei servizi sociali (art.1 comma 4 e 5).
Le Regioni, sulla base di un atto di indirizzo e coordinamento del Governo, adottano specifici indirizzi per regolamentare i rapporti tra enti locali e Terzo Settore, in particolare rispetto ai sistemi di affidamento e di erogazione dei servizi alla persona (art.5)


Capo II - Assetto istituzionale e organizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (artt. 6/13)

Funzioni dei Comuni: sono titolari delle funzioni amministrative degli interventi sociali svolti a livello locale adottando un piano territoriale e partecipano alla programmazione regionale (art.6)

Funzioni delle Province: concorrono alla fase di programmazione del sistema integrato secondo le modalità previste dalla funzione regionale (art.7)

Funzioni delle Regioni: esercitano funzioni di programmazione, coordinamento, indirizzo degli interventi sociali e sanitari nonché di verifica della rispettiva attuazione a livello territoriale, promuovendo modalità di collaborazione e azioni coordinate e di concertazione, anche permanenti, tra gli enti locali e gli altri attori del sistema (art.8)

Funzioni dello Stato: esercita funzioni di indirizzo, coordinamento e di regolazione delle politiche sociali (art.9)

Nuova disciplina delle IPAB (Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza): il Governo è delegato a emanare entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante le disposizioni riguardante: il regime giuridico, le forme di controllo, le trasformazioni, le linee di indirizzo, ecc…delle IPAB, che deve essere approvato dalle Commissioni parlamentari competenti (art.10)

Autorizzazione e accreditamento: le regioni, nell'ambito degli indirizzi definiti dal Piano Nazionale, disciplinano le modalità per il rilascio (e strumenti di verifica) da parte dei comuni delle autorizzazioni ai soggetti attori del sistema integrato di servizi sociali.

Le strutture di nuova costituzione eroganti servizi devono adeguarsi immediatamente ai requisiti minimi. Le strutture o i servizi già esistenti hanno invece 5 anni di tempo per adeguarsi agli standard predefiniti. Sono i comuni a provvedere all'accreditamento e corrispondono ai soggetti accreditati tariffe per le prestazioni erogate (art.11)

Carta dei Servizi: strumento di tutela degli utenti che ciascun ente erogatore adotta. Definisce i criteri per l'accesso ai servizi, le modalità di funzionamento, le condizioni per facilitare le valutazioni da parte dell'utenza (art.12)

Capo III – Disposizioni per la realizzazione di particolari interventi d'integrazione e sostegno sociale (artt.14/17)

Piani di azione specifici per: disabili (art.14), anziani (art.15), famiglia (art.16)


Capo IV – Strumenti per favorire il riordino del sistema integrato d'interventi e servizi sociali (artt.18/21)

Piano nazionale e piani regionali: il governo predispone ogni tre anni il "Piano Nazionale" che regola gli interventi e i servizi sociali, tenendo conto delle risorse finanziarie individuate (art.4) e di quelle già destinate alla spesa sociale dagli enti locali. Ogni anno una relazione del Ministro per la solidarietà sociale riporta i risultati conseguiti rispetto agli obiettivi del Piano Nazionale e fornisce indicazioni per ulteriore programmazione. Le Regioni entro 120 giorni dall'adozione del Piano Nazionale adottano attraverso forme d'intesa con i Comuni interessati il piano regionale degli interventi e dei servizi sociali (art.18)

Piano di Zona: i comuni associati, d'intesa con la ASL e secondo le indicazione del piano regionale definiscono il piano di zona (art.19)

Fondo Nazionale per le politiche sociali: lo Stato ripartisce le risorse del Fondo Nazionale per le politiche sociali per la promozione e il raggiungimento degli obiettivi di politica sociale agli attori del sistema integrato dei servizi sociali (art.20)

Sistema informativo dei servizi sociali (art.21): lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni per poter disporre tempestivamente di dati e informazioni pongono in essere un sistema informativo.


Capo V – Interventi, servizi ed emolumenti economici del sistema integrato di interventi e servizi sociali (artt.22/26)


Sezione I- Disposizioni generali

Definizione di sistema integrato insieme di interventi e di servizi sociali si realizza attraverso politiche e prestazioni coordinate nei diversi settori con eventuali misure economiche e percorsi attivi volti ad ottimizzare l'efficacia delle risorse (art.22)

Sezione II – misure di contrasto alla povertà e riordino degli emolumenti economici assistenziali (artt.23/26)

Misure a supporto della povertà: reddito minimo d'inserimento e riordino nell'ottica della separazione tra spesa assistenziale e spesa previdenziale e riordino degli assegni e delle indennità spettanti agli invalidi civili, e agli audio e video lesi

Capo VI – Disposizioni finali (artt.27/30)

Commissione di indagine sull'esclusione sociale: una commissione composta da studiosi ed esperti qualificati svolge attività di ricerca e di rilevazione utili per indagini sulla povertà e sull'emarginazione in Italia (art.27)

Interventi urgenti per situazioni di estrema povertà: potenziamento dei servizi rivolti alle persone che versano in condizioni di estrema povertà o che sono senza fissa dimora, attraverso l'incremento di 20 miliardi del Fondo nazionale per le politiche sociali (art.28)

Testo integrale della legge quadro: www.parlamento.it